giovedì 10 aprile 2008

Clof, clof

Cammino sulle foglie.
Clof, clof.
Alle mie spalle il rumore è diverso, diverso da quello che sento sotto i miei piedi.
E la gonna fruscia trasportando piccoli pezzi di rami morti.
Dietro il rumore è di acqua che scorre.
Cammino tra il nudo degli alberi.
Vado avanti sotto il nero delle nuvole chiuse.
Tutto è fermo.
Cammino nell'immobilità del mio passo.
Clof, clof.
Mi volto.
Vedo.
Vedo oltre i fichi.
Il cielo cola.
Si versa sulla terra. Scende diritto davanti ai miei occhi.
È una parete d'acqua.
Evapora.
È lì, oltre l'ultima pianta che a stento trattiene le sue foglie, è lì che piove.
Fittamente.
Le linee sono orizzontali.
Scendono.
Sfrusciano.
Scrosciano.
Chiudo gli occhi.
L'immagine non scompare.
È nelle mie narici.
È odore di foglie morte intrise d'acqua.
È umido, odore di umido.
Denso.
Troppo denso.
Potrei perdere l'equilibrio.
Porto indietro la testa.
Il collo si piega.
La testa pesa.
Il collo si piega.
Le labbra si schiudono.
Sete.
Tra labbra spaccate.
Sete.
Il naso fa entrare l'umido.
Dalla bocca sale il caldo del corpo.

3 commenti:

Renato ha detto...

"Dalla bocca sale il caldo del corpo".

Parole perfette per descrivere. Tutto molto realistico!

bluantho ha detto...

tra le righe si sente il profumo della terra umida...

Anonimo ha detto...

good start